Carlo Santachiara. Frammenti d’Arte e di vita

«I libretti di Santachiara mi sembrano due piccoli capolavori, che bella sorpresa e che forza di sintesi ideativa e grafica: c’è un eroe quant’altri mai moderno con le sue contraddizioni, i complessi, gli estri e la poesia che come un’ombra segue questo nostro tempo dai tanti peccati capitali…». Così Cesare Zavattini elogiava i due volumi de Il caso limite, pubblicati dall’editore Sampietro di Bologna. Il protagonista di questo “romanzo visivo” è l’alter ego di Carlo Santachiara, un ometto anarchico, ribelle, in lotta col mondo, ma dotato di una straordinaria ironia.

Una passione quella per il fumetto che ha accompagnato Santachiara per tutta la vita e che ha affiancato la sua attività principale di scultore e disegnatore, ambiti questi ultimi in cui invece ha mostrato tutta la sua abilità tecnica e artistica. Un eclettismo, da giudicarsi in senso assai positivo, rappresentato dalla presente mostra, che alle “strisce” unisce disegni, grafiche e soprattutto sculture esemplificative del suo stile e dei soggetti realizzati: un aereo abbattuto; una donna, qui braccata da un fantasma, un cavaliere, Dafne.

Si tratta di frammenti di una più ampia attività artistica come quella realizzata da Santachiara, cui si uniscono frammenti di vita personale, passioni e oggetti presi dalla sua casa di Reggiolo, per entrare nel molteplice e vario mondo di Carlo.

 

Carlo Santachiara (Reggiolo, 1937 – Bologna, 2000) dimostra fin da bambino una spiccata abilità nel disegno. Nel 1961 si diploma con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Bologna e già negli anni Sessanta comincia la sua partecipazione a mostre collettive e non tardano ad arrivare premi e riconoscimenti. I critici iniziano a interessarsi di lui, tra questi lo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle.

Nel 1966 pubblica il romanzo a fumetti Il caso limite e nello stesso anno il suo Sordello viene premiato come miglior nuovo personaggio al Salone internazionale Lucca Comics. Sempre nel ’66 comincia a essere chiamato da famiglie bolognesi e marmisti per realizzare sculture in bronzo per tombe e cripte nel cimitero monumentale della Certosa di Bologna.

L’inquietudine e la complessità del periodo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta entrano nelle sue opere e nei temi da queste toccati, che prendono la forma di aerei, cavalli o ballerine.

Lasciato l’insegnamento, nel 1991 si ritira a lavorare nello studio di Reggiolo. Poco prima della sua morte, avvenuta il 2 novembre del 2000 a Bologna, Santachiara riesce a terminare il monumento ai Caduti della Grande Guerra (La guerra – La pace), installato nella piazza di Reggiolo, che può essere considerato il suo testamento spirituale e artistico.

 

Orari di apertura:

Domenica 10 aprile 2022
ore 15:30/18

– Lunedì 18 aprile 2022
ore 10/12
ore 15:30/18

– Domenica 24 aprile 2022
ore 10/12
ore 15:30/18

 

ingresso gratuito

Per accedere è obbligatorio indossare la mascherina

per informazioni scrivere a: [email protected]